Quando il sipario si alza, il pubblico vede solo l’armonia della performance, ma per i professionisti coinvolti, il palcoscenico è uno degli ambienti di lavoro più complessi e rischiosi.
La salute e sicurezza nel settore dello spettacolo non è solo un obbligo burocratico, ma una disciplina che deve integrare le esigenze artistiche con la protezione rigorosa dei lavoratori. Dai rischi fisici del montaggio alle patologie specifiche dei musicisti, la prevenzione richiede un approccio dinamico e multidisciplinare.

I rischi fisici e ambientali del palcoscenico
Il palcoscenico è paragonabile a una “macchina con organi in movimento”. Tra i pericoli principali figurano la movimentazione dei carichi sospesi (fondali e americane che pesano migliaia di chili) e l’operatività in condizioni di scarsa illuminazione o in spazi ristretti.
Oltre ai rischi infortunistici come le cadute dall’alto o lo schiacciamento, la salute e sicurezza nel settore dello spettacolo deve affrontare il rischio da rumore. In un’orchestra sinfonica, gli strumenti a fiato e le percussioni possono superare picchi di 130 decibel, livelli paragonabili a quelli delle lavorazioni industriali più pesanti.
Patologie professionali: udito, voce e stress
L’esposizione prolungata a livelli sonori elevati causa danni non solo uditivi, come l’ipoacusia o l’acufene (che colpisce fino al 57% dei musicisti), ma anche significativi effetti extra-uditivi. Questi includono:
• Alterazioni biochimiche e fisiologiche, come l’aumento della pressione arteriosa e della frequenza cardiaca.
• Disturbi del sonno e stress, con ripercussioni sulla sfera psicologica e cognitiva.
• Effetti sull’apparato gastrointestinale e rischi potenziali per il feto in caso di lavoratrici in gravidanza.
Per i cantanti, la salute e sicurezza nel settore dello spettacolo si focalizza sulle disodie, ovvero i disturbi della voce cantata derivanti da malmenage o surmenage vocale, che possono compromettere definitivamente la carriera artistica.
Il quadro normativo: dal D.Lgs 81/08 alle tutele INAIL
Il riferimento legislativo principale è il D.Lgs. 81/2008, che all’articolo 198 prevede misure specifiche per il settore della musica. Un pilastro fondamentale per la tutela degli artisti è la Nota INAIL del 23 luglio 2021, che ha esteso l’obbligo assicurativo anche al personale degli enti lirico-sinfonici e ai lavoratori autonomi dello spettacolo, garantendo protezione contro infortuni e malattie professionali.
Per la prevenzione incendi, il DM 19 agosto 1996 impone regole rigide sull’uso di materiali scenici certificati (classe di reazione al fuoco 1 o 2) e sulla gestione di effetti speciali come fiamme libere o spari.
Il ruolo del Medico Competente e la sorveglianza sanitaria
Il medico competente deve elaborare un protocollo di sorveglianza sanitaria mirato. Le indagini fondamentali includono:
1. Audiometria tonale estesa fino a 16.000 Hz per intercettare precocemente il danno cocleare.
2. Valutazione foniatrica e laringoscopia per gli artisti in voce, per monitorare lo stato delle corde vocali.
3. Monitoraggio dei rischi ergonomici legati alla postura e all’uso prolungato degli strumenti musicali.
La prevenzione come processo dinamico
A differenza di altri settori, la valutazione dei rischi nello spettacolo deve essere un documento dinamico. Spesso i pericoli emergono solo durante le prove tecniche, richiedendo una mediazione costante tra il Regista, il Direttore di Scena e il RSPP per adottare misure alternative, come l’uso di autoprotettori acustici lineari o procedure comportamentali specifiche.
Garantire la salute e sicurezza nel settore dello spettacolo significa proteggere il valore umano e professionale di chi trasforma l’arte in lavoro, assicurando che l’esecuzione perfetta non avvenga mai a discapito dell’integrità fisica.


